Il daltonismo è un’anomalia nella percezione visiva di alcuni colori e viene così definita poiché fu John Dalton – chimico inglese – nel 1794 a darne una prima descrizione scientifica. Oggi sappiamo che Dalton era affetto da deuteranopia, cioè l’insensibilità al colore verde. Esistono altri due tipi di daltonismo: la protanopia, cioè l’insensibilità al colore rosso, e la tritanopia, cioè l’insensibilità al colore blu. Ci sono, inoltre, persone che pur vedendo tutti i colori li vedono in maniera un po’ diversa rispetto alla maggioranza della popolazione e sono detti tricromati anomali. Per chi volesse approfondire consiglio il capitolo relativo del manuale Misurare il colore, a cura di Claudio Oleari (editore Hoepli) oppure di cercare sul web.

Confronto visione standard, deuteranopia, protanopia, tritanopia

Come i vari soggetti vedono i colori: deuteranope e protanope vedono in maniera simile

Il daltonismo è più diffuso di quanto si pensi. Si stima che tra il 5% e l’8% degli uomini ne soffra, mentre tra le donne la percentuale è inferiore all’1%. Esistono poi comunità molto chiuse, in cui lo scambio genetico è limitato, dove le percentuali salgono notevolmente, come ben raccontato da Oliver Sacks nel suo saggio L’isola dei senza colore. Le cause possono essere genetiche o acquisite e per maggiori informazioni a riguardo qui trovate la voce relativa su Wikipedia.

Cosa c’entra il daltonismo con la data visualization? C’entra, in quanto il colore è uno degli strumenti più utilizzati per comunicare i dati o altri tipi di informazione. Secondo le percentuali indicate prima si può approssimare dicendo che su 100 persone che potenzialmente leggeranno il nostro blog (o articolo, infografica, etc.) almeno 3-4 tra uomini e donne non saranno in grado di cogliere i colori per come noi li avevamo pensati. Questa cosa me l’ha fatta giustamente notare Max, un lettore, in un commento al post Anche Wired si può migliorare.

Cosa possiamo fare quindi per migliorare la leggibilità delle nostre infografiche tenendo in considerazione anche le persone affette da daltonismo? Innanzitutto capire come vedono i colori. Per fare questo ci sono vari strumenti. Ad esempio in Adobe Photoshop (dalla versione CS4 in poi) c’è una funzione nel menu (in Visualizza > Imposta prova > Daltonismo) che simula la vista di un soggetto affetto da pronatopia o da deuteranopia. Non c’è la simulazione del soggetto tritanope poiché è il più raro (circa lo 0,004% della popolazione). Un primo passo quindi può essere utilizzare le varie tonalità del blu, piuttosto che mescolare verde e rosso per dare informazioni diverse, come ad esempio in questa infografica.

Un altro modo di aiutare nella lettura dell’infografica può essere quello di utilizzare insieme due modalità per comunicare i dati. Ad esempio se proprio vogliamo utilizzare il verde, il rosso o altri colori possiamo aggiungere dei numeri o del testo per fornire un ulteriore metodo di lettura. È il caso dell’infografica qui sotto dove, oltre alla scala colore che va dal rosso al giallo e al verde, ci sono i numeri ad indicare il voto. In questo modo l’infografica è leggibile non solo da un daltonico ma anche da un acròmate (soggetto affetto da acromatopsia, cioè incapacità di percepire qualsiasi colore), oppure in bianco e nero, ad esempio se qualcuno volesse stamparla in scala di grigi o fotocopiarla senza colori.

Visione standard, deuteranope, tritanope e senza colori

Oltre al colore, i numeri aiutano a leggere correttamente l’infografica

Esistono molti software gratuiti e altrettante risorse on-line per simulare la vista delle persone affette da daltonismo o da altre anomalie. Faccio qui un piccolo elenco: Vischeck, CoblisColor Oracle, Sim DaltonismColor Blindness Simulator, Ruota dei colori accessibili (questo è in italiano, gli altri in inglese). Ne esistono altre decine in internet, basta fare una ricerca. Quindi non ci sono scuse, quando create infografiche – e in generale quando lavorate con i colori – ricordatevi di verificare se sono comprensibili per tutti, ne va dei vostri lettori!

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